INTERVISTA AL FOTOGRAFO STEFANO GALUZZI

INTERVISTA AL FOTOGRAFO
STEFANO GALUZZI



Come e perché hai iniziato a fare questo lavoro?
Per puro caso un giorno ho incontrato per strada un mio compagno di liceo, che lavorava in una agenzia teatrale, e mi ha proposto di fotografare con lui dei giovani attori. E' stato amore immediato per il ritratto, da li tutto è cominciato.

ACCENTI ANIMALIER
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Parigi, New York, Los Angeles, Milano:
dove ti senti più a casa e dove senti una maggiore energia creativa?

Sono quattro città stupende, molto diverse tra loro ma tutte piene di energia creativa. Milano è la mia preferita, oltre ad essere la mia città natale.
Così piccola ma internazionale e con architetture
magnifiche di tutte le epoche: mi ispira sempre.


A Parigi hai realizzato uno dei tuoi ultimi lavori: la campagna
Autunno - Inverno 2015 di Alviero Martini 1A Classe.
Come scegli le location per i tuoi lavori?

Quasi sempre è l'architettura che mi spinge a scegliere una location, perchè i luoghi parlano e mi ispirano delle immagini.
Poi tutto diventa più facile per me.

"Cosa ne pensi di quest'ultima esperienza lavorativa?"
Sono molto contento del risultato ottenuto. Grazie alla perfetta atmosfera lavorativa creatasi sul set, alla libertà creativa lasciatami e al glamour del prodotto da ritrarre abbiamo realizzato delle immagini che esprimono alla perfezione l'attitudine "for urban travellers" del brand.


Ti sei laureato in lettere moderne, ma poi la passione
per la fotografia ha preso il sopravvento.
Pensi che la fotografia sia una moderna forma di linguaggio?

Sicuramente nel mio lavoro è fondamentale il racconto e quindi il desiderio di comunicare per immagini. Il mio obiettivo è di riuscire a sintetizzare in una immagine emozioni che, a volte, sono difficili da esprimere a parole.

ACCENTI ANIMALIER

L’avvento dell’elettronica nella fotografia: com’è cambiato il tuo lavoro? Cosa ne pensi di questa democratizzazione della fotografia e del fatto che, oggi giorno, tutti hanno in tasca una macchina fotografica?
Non ho modificato il mio approccio al lavoro dal film al digitale, nel senso che non bado troppo al monitor quando scatto, perchè desidero creare empatia fra me ed il soggetto da ritrarre senza frapporre ostacoli. Per quello che riguarda la democratizzazione della fotografia sono favorevole, credo infatti che anche io imparo dall'occhio involontario di chi scatta senza troppo pensare alla luce e all'inquadratura, perchè a volte nascono immagini interessanti da cui io stesso a volte prendo spunto per le mie ricerche. Essendo un amante della vita in tutte le sue espressioni non mi annoio mai di immagini nuove. Poi ovviamente c'è una grande differenza fra chi scatta una foto per caso, e gli riesce una volta, e qualcuno come un fotografo professionista che è capace di creare immagini belle su commissione.